Natura morta è il romanzo d’esordio della fortunata serie dedicata all’ispettore capo Armand Gamache della Sûreté du Québec, scritta dall’acclamata autrice canadese Louise Penny. La trama si svolge nel tranquillo e suggestivo villaggio immaginario di Three Pines, situato nei pittoreschi Distretti orientali del Canada, un luogo dove, all’apparenza, la vita scorre serena e senza grandi eventi. Tuttavia, la morte improvvisa dell’anziana Jane Neal, inizialmente ritenuta frutto di un incidente di caccia causato da una freccia, si rivelerà ben presto un omicidio, dando così il via a un’indagine complessa e avvincente.

“Miss Jane Neal passò a miglior vita nelle prime ore di un mattino brumoso, la domenica che precedeva il Ringraziamento. La notizia lasciò tutti di sorpresa. Non fu certo una morte naturale, a meno che non si creda in un destino già scritto. In tal caso, nei suoi settantasei anni di vita Jean Neal non avrebbe fatto che procedere verso quell’ultimo istante, quando la morte l’aveva colta nei boschi lucenti di aceri al limitare del villaggio di Three Pines.”

L’indagine è affidata appunto all’ispettore capo Gamache, che arriva da Montreal assieme al suo vice Beauvoir e alla recluta Yvette Nichol, la cui spocchia causerà numerosi e gravi intoppi alle indagini, regalando al lettore un personaggio negativo davvero riuscito. E riusciti sono d’altronde tutti i personaggi: gli abitanti del villaggio, sia quelli nati e cresciuti lì, sia quelli arrivati a Three Pines per staccarsi dalla vita della grande città, sono presentati con accuratezza e ironia.

Armand Gamache, poi, è un protagonista davvero fuori dagli schemi tradizionali: è intelligente, profondamente empatico e guidato non solo dal buon senso, ma anche da una profonda e rara comprensione della complessità della natura umana. Louise Penny dimostra con maestria come sia possibile raccontare le sfumature dell’oscurità e delle difficoltà della vita senza mai rinunciare a un senso di gentilezza e umanità che rende la narrazione ancora più intensa e coinvolgente.

L’autrice confeziona un giallo dal tono pacato, più interessato ai personaggi e all’atmosfera che all’azione frenetica, per quanto la storia sia ricca di colpi di scena. L’ambientazione nel Québec bilingue è resa con autenticità e fascino – sullo sfondo, la contesa tra abitanti francofoni e anglofoni, inusuale per noi – e il villaggio di Three Pines diventa un personaggio a sé, pieno di calore, ironia e segreti.

Il ritmo della narrazione è volutamente molto lento e meditato, ponendo un’enfasi particolare sull’introspezione psicologica dei personaggi piuttosto che sulla creazione di suspense o colpi di scena. Tuttavia, lo stile raffinato e curato della scrittura, insieme ai personaggi profondamente caratterizzati e ben sviluppati, riescono a compensare ampiamente questa lentezza, che solo a volerla considerare un vero e proprio difetto potrebbe risultare fastidiosa per alcuni lettori.

Questo, in sostanza, è un vero e proprio “cozy mystery“, perfetto per tutti coloro che amano i romanzi gialli ambientati in piccoli centri abitati, caratterizzati da un’atmosfera calda e suggestiva, ricca di dettagli che coinvolgono il lettore. Inoltre, presenta un detective dal volto umano, con pregi e difetti che lo rendono particolarmente credibile e vicino a chi legge.

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