Kiko Loureiro, il 1° dicembre live all’Esotheric Theater
L'1 dicembre il tour italiano dell'ex chitarrista di Angra e Megadeth parte da Villafranca (VR) L'intervista.

L'1 dicembre il tour italiano dell'ex chitarrista di Angra e Megadeth parte da Villafranca (VR) L'intervista.

Kiko Loureiro è un chitarrista brasiliano classe 1976 che dagli anni ’90 fa impazzire, di gioia, gli amanti della sei corde metal. E si appresta a farlo anche per i fan italiani: nello specifico aprirà il tour (qui i biglietti) all’Esotheric Pro Audio Theater di Villafranca di Verona l’1 dicembre sera per poi proseguire il 2 all’Alchemica di Bologna, il 3 a El Barrio di Torino, il 4 al Druso di Bergamo, il 5 al The Cage di Livorno, il 6 al Crossroads di Roma, il 7 al teatro Abeliano di Bari e il 9 all’Auditorium Zanon di Udine.
Divenuto celebre con gli Angra, registrando dal primo album del 1993 “Angels cry” fino a “Secret garden” (2014), è poi confluito nei Megadeth suonando gomito a gomito con sua maestà Dave Mustaine, una delle divinità del thrash metal. Discograficamente compare in “Dystopia” e “The sick, the dying…and the dead!”. Da solista ha dato alle stampe sei album, il primo dei quali pubblicato nel 2004.
Kiko, innanzitutto parlaci dell’evento che terrai l’1 dicembre a Villafranca di Verona? È da considerarsi un concerto o una clinic?

«Quello di Villafranca sarà un concerto. Sono in tour con Bruno Valverdi alla batteria e Filippo Andreoli al basso. Suono con loro da molto, entrambi hanno registrato i miei primi album: Bruno “Open source” (2020) e “Teory of mind” (2024), Felipe tutti eccetto “No gravity”. Inoltre Filippo suona negli Angra da “Rebirth”. Abbiamo una grande chimica suonando insieme.»
Come approcci la setlist di questo e di altri eventi di questo tour?
«Principalmente voglio suonare le mie composizioni soliste e poi faremo alcune cose più libere, improvvisando. Ma suonerò anche canzoni di Megadeth e Angra, che ho composto e/o registrato. Ma principalmente voglio celebrare la mia carriera, che continua da 35 anni.»
Sei celebre soprattutto per le tue esperienze con Angra e Megadeth: cosa ti hanno lasciato a livello personale e da musicista?
«È difficile rispondere perché la mia identità di musicista è profondamente legata a queste esperienze. Creare, esibirsi, comprendere il business musicale, registrare e comporre: tutto questo è iniziato con gli Angra, poi da solista e infine con Dave Mustaine. Ho imparato a lavorare in squadra, in studio, a vivere on the road e a collaborare con le etichette discografiche. Tutto questo fa parte di chi sono. Ho suonato quasi 25 anni con gli Angra e 8 anni con i Megadeth. Sono tanti anni e risulta difficile isolare un momento specifico.»
Sei solito ascoltare musica? Se sì ti tieni aggiornato anche sulle nuove leve? E…c’è qualche italiano che ti ha colpito?
«Certamente, parlando di band italiane, in passato ci sono stati i Rhapsody e molte altre formazioni metal. Tra i chitarristi più rilevanti posso citare Andrea Martongelli (Arthemis, Ellefson, Power Quest), Marco Sfogli (James La Brie, ex PFM), Daniele Gottardo e Matteo Mancuso. L’Italia vanta numerosi grandi chitarristi. Tra gli artisti più celebri non posso non menzionare i Måneskin, Laura Pausini, Eros Ramazzotti e anche Toto Cutugno, oltre a una ricca tradizione di musica italiana classica. Sono cresciuto a San Paolo, città che ospita una nutrita comunità italiana, e grazie a questo noi brasiliani abbiamo sviluppato un legame profondo con la cultura italiana. Ho avuto inoltre l’opportunità di collaborare con altri musicisti, come Fabio Lione.»
Tra le metodologie di ascolto quali preferisci e perché?
«Oggi uso lo streaming, anche YouTube. Ho dei vinili, ma non sono un collezionista. Vivendo in Brasile anziché in Europa, la mia vita è più semplice grazie allo streaming.»
Qual è la tua giornata-tipo in tour?

«Ogni volta, quando possibile, cerco di mangiare cibi locali e visitare i luoghi tipici. Mi piace anche fare una passeggiata, correre un po’ o andare in palestra, sempre se le condizioni lo permettono. Dipende se la città è grande o piccola, se ho amici lì e altre circostanze. Sicuramente prediligo ristoranti tradizionali. Poi c’è il soundcheck, un po’ di attesa, il riscaldamento, il concerto. Dopo torno in hotel, prendo il volo o il tour bus, rispondo a interviste, email e telefonate. A volte registriamo video in hotel e i social richiedono anch’essi un po’ di tempo.»
Che rapporto hai con i fan italiani e con il nostro Paese?
«La prima volta in Italia venni da turista. Presi il treno dalla Germania e visitai Pisa, Verona, Venezia e Milano. La mia prima esperienza in Italia con gli Angra fu fantastica, durante il primo tour a Milano. Anche le tante altre volte, sia con gli Angra, da solo, con i Megadeth o per clinic, sono state esperienze bellissime. Ad agosto sono stato in Sardegna e Calabria.»
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