La via civica per il Veneto
Il candidato delle Civiche Venete, a sostegno di Giovanni Manildo, punta su partecipazione dal basso, territorio e temi concreti come casa e trasporti per una politica più vicina ai cittadini.

Il candidato delle Civiche Venete, a sostegno di Giovanni Manildo, punta su partecipazione dal basso, territorio e temi concreti come casa e trasporti per una politica più vicina ai cittadini.

La proposta politica di Damiano Fermo nasce dall’idea di ricucire il rapporto fra cittadini e istituzioni, ripartendo dal territorio e dalle sue esigenze concrete. Le Civiche Venete — progetto regionale che a Verona è guidato da Beatrice Verzé — intendono portare nelle elezioni una forma di partecipazione che guardi alla quotidianità e alle necessità dei veneti, dopo quindici anni di governo Zaia.
«Per diversi motivi il Veneto deve cambiare» dice Fermo. «È utile che ci sia alternanza, perché chi arriva porta nuovi stimoli. Per riuscirci bisogna partire dal basso: dalle strade, dalle case, dalle fabbriche. I partiti a volte fanno fatica a parlare con il territorio. Basta guardare i manifesti con i volti dei leader nazionali: raccontano distanza, non vicinanza». In questo contesto, spiega, le civiche offrono un approccio diverso: «Sta rigenerando partecipazione, soprattutto tra i giovani. In diversi territori le civiche amministrano già e hanno avuto risultati concreti. È un modo per riconnettersi con i cittadini».
Il civismo, secondo Fermo, è soprattutto un metodo. Lo rivendica ricordando la propria esperienza come consigliere comunale e l’impegno attuale nel suo paese, Erbé. «Nel mio piccolo comune, con una civica, dopo quindici anni abbiamo ricreato una dialettica tra maggioranza e opposizione. Le persone apprezzano questo modo di fare politica perché si occupa dei problemi concreti, radicati nel territorio». Da qui la convinzione che «le civiche riescono a interpretare le esigenze, dalle più semplici alle più complesse, e da lì puoi accompagnare i cittadini anche verso questioni regionali o nazionali».
Un elemento che ha rafforzato il suo impegno è la presenza dei giovani: «che sono carichi e decisi quando fanno politica (e sono tanti nelle Civiche Venete, ndr), è un germoglio che mi ha ulteriormente convinto a dare il mio sostegno, dalla mia posizione di non più giovane».

Tra i temi che emergono con maggiore urgenza ci sono la casa e i trasporti. «È un problema che sentiamo ovunque. La Regione ha ridotto i piani per l’accesso alla casa: giovani coppie, lavoratori da fuori, anziani soli. L’Agenzia veneta ha ridotto investimenti e offerta di alloggi convenzionati: da vent’anni cala tutto. Oggi mancano volumi adeguati e questo pesa sulle scelte di vita di molte persone».
Sul fronte trasporti, Fermo evidenzia un ritardo rispetto ad altre regioni del Nordest: «Investiamo meno nel trasporto pubblico. Basterebbe paragonarci a quanto viene fatto nella vicina Emilia Romagna. Questo influisce anche sull’inquinamento, perché senza alternative efficienti le persone usano l’auto privata. Dove il trasporto funziona, il tempo recuperato diventa qualità della vita. In Veneto, molto meno».
La campagna veronese de Le Civiche Venete si concluderà questa sera al Circolo Primo Maggio di Montorio. Tra le preoccupazioni resta quella dell’affluenza, che nelle regionali tende a essere più bassa. «Le regionali sono sempre le elezioni con meno partecipazione: i candidati sono meno conosciuti, Venezia sembra distante». Ma secondo Fermo, il coordinamento civico nato negli ultimi anni può contribuire a ridurre questa distanza: «Le civiche hanno già dimostrato di saper riconnettere gli elettori nei comuni e nei capoluoghi dove hanno amministrato. Il fatto che ora si presentino insieme può favorire una maggiore partecipazione».
Per Fermo, la possibilità di una politica diversa passa dal recupero di prossimità e ascolto: «Accompagnare i veneti verso una storia nuova», dice. Un impegno che parte dal territorio, dalle sue esigenze concrete, e dalla volontà di costruire continuità.

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