Terz’ultimo posto in classifica, a secco di vittorie da due mesi, infinite rotazioni nell’undici titolare, continui e stravolgenti infortuni: sono cinque le partite a disposizione dei rossoblù per concludere con dignità l’andata del girone A di Serie C Sky Wifi 2025/2026. Lo spettro dei play-out rimane però dietro l’angolo, così come la sfida ormai cruciale contro la Triestina, in programma questo sabato.

Le parole di Gigi Fresco

Non è solito sentire mister Fresco (45esimo anno consecutivo sulla panchina della Virtus) parlare di scossa e atteggiamento, ma nella conferenza post-match contro l’Albinoleffe, da cui è uscito sconfitto per 3-1, sembra aver accennato a problematiche interne ben più impattanti rispetto a tattiche, interpreti e moduli. “Più che dare una scossa a chi nell’animo non ha voglia di lottare, bisogna mettere in campo gente che lotta. Mi sembra che a spronare chi ne ha poca ormai si faccia fatica”. Parole non sicuramente al miele, che mirano però a togliere un po’ di polvere rimasta per troppo tempo sotto al tappeto e a prendere pubblicamente in mano la situazione in vista della sfida contro la Triestina in programma questo sabato.

Che la Virtus sia da sempre descritta come un ambiente estremamente confortevole, rassicurante e davvero agevole non rappresenta sicuramente una novità di poco conto. Non è affatto un caso che le prime parole di chiunque metta piede per la prima volta nel mondo perimetrato dal Gavagnin-Nocini siano sempre quelle di un samaritano che trova dimora, un luogo caloroso e accogliente dove poter respirare un’aria di famiglia autentica e una sincera convivialità.

Questa “famiglia”, però, superficialmente può portare a una lettura controversa e opposta rispetto al messaggio di partenza. Scambiare la genuinità di tale ambiente per assenza di obiettivi stagionali prefissati, o peggio ancora scendere in campo con atteggiamenti “teneri”, come accennato dal mister, è un rischio che la società stessa corre consapevolmente.

Per questo motivo, l’affidamento che viene posto sulle spalle dei giocatori è estremamente importante e significativo: essi devono comprendere, anche in modo autonomo e personale, la responsabilità che si portano dietro. Si tratta di giovani ragazzi, con un’età media di 23,3 anni, che si trovano in una fase cruciale della loro vita, impegnati in un percorso di crescita personale e professionale. Questo percorso passa proprio attraverso quella particolare “leggerezza” che viene loro concessa e fatta respirare, un elemento fondamentale che contribuisce a formare il loro carattere e la loro maturità.

Le gerarchie sono imprescindibili

Nonostante tutto, una lancia a favore della Virtus è corretto spezzarla. Forse anche due. Le assenze non devono essere un alibi, sicuramente, ma nemmeno un’incognita da ignorare. In primis le due punte: De Marchi nuovamente ai box, la terza volta dall’inizio della stagione, così come Fabbro, che aveva finalmente trovato la propria consacrazione da titolare.

Prima della sconfitta contro l’Albinoleffe si è fermato anche Patané, uno dei migliori di questa (quasi) prima metà di campionato insieme a Fabbro. Infatti, nelle ultime cinque partite, la Virtus ha dovuto schierare cinque formazioni offensive diverse, cambiando inevitabilmente anche i singoli giocatori.

La nota positiva è stata il ritorno di Hachim Mastour, che negli ultimi tre mesi è stato fermo a causa di un infortunio muscolare che lo ha tenuto lontano dal campo.

Questi ripetuti infortuni hanno costretto mister Fresco a rivedere radicalmente il sistema di gioco. La squadra, che all’inizio del campionato brillava per l’aggressività alta e i fraseggi rapidi sostenuti da tutti gli interpreti, è stata spinta ad abbassare il baricentro e ad adottare un atteggiamento più prudente, basato sulla compattezza e sulle ripartenze, cambiando quindi completamente il proprio stile. Una scelta dettata dall’emergenza, confermata anche nelle parole di Luca Munaretti nel post-gara contro l’Albinoleffe, quando il difensore ha sottolineato le difficoltà che stanno affrontando.

La sfida contro la Triestina

@ph.nicolaguerra

La Triestina si trova attualmente e momentaneamente all’ultimo posto della classifica generale, con un saldo negativo di -9 punti, dovuto principalmente alla pesante penalizzazione di ben -23 punti che le è stata inflitta all’inizio della stagione sportiva.

Tuttavia, se si analizzano esclusivamente i punti effettivamente conquistati sul campo durante le partite giocate, gli alabardati hanno messo insieme un totale di quattordici punti, che rappresentano un risultato migliore rispetto alla Virtus, che invece ne ha raccolti soltanto undici.

Per entrambe le squadre la vittoria manca ormai da circa due mesi, un periodo piuttosto lungo che inizia a farsi sentire sia sul morale che sulle ambizioni di entrambe le formazioni. Con il passare del tempo, un calendario sempre più fitto di impegni e soprattutto una classifica che si fa ogni giorno più stringente e meno indulgente, la necessità di ottenere un risultato positivo cresce in modo esponenziale.

Nella scorsa stagione, proprio sul campo del Gavagnin, la partita si era conclusa con un pareggio spettacolare sul 2-2, mostrando equilibrio e grande intensità da parte di entrambe le squadre. Tuttavia, quest’anno la pressione che si avverte da entrambe le parti sembra essere decisamente più forte e potrebbe condizionare il gioco, portando a un risultato finale più contratto e meno aperto rispetto a quello precedente.

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