Il respiro della natura
Alla Galleria d’Arte Moderna Achille Forti fino a settembre 2026 viene esposta la mostra “Contemporaneo No Stop: il respiro della natura”, a cura di Patrizia Nuzzo.

Alla Galleria d’Arte Moderna Achille Forti fino a settembre 2026 viene esposta la mostra “Contemporaneo No Stop: il respiro della natura”, a cura di Patrizia Nuzzo.

La Galleria d’Arte Moderna Achille Forti presenta, fino al 20 settembre 2026, “Contemporaneo No Stop: il respiro della natura”, a cura di Patrizia Nuzzo, curatrice responsabile delle Collezioni d’Arte Moderna e Contemporanea. Si tratta di una mostra che si articola intorno a un tema tanto antico quanto attuale: la Terra come principio vitale, memoria e destino. L’esposizione prende le mosse dal pensiero del filosofo presocratico Anassimandro di Mileto (circa 610 a.C. – circa 546 a.C.), che individuava l’origine di tutte le cose nell’ápeiron: ciò che è “senza limite”, “in-finito”, da cui tutto nasce e a cui tutto ritorna. In questa prospettiva, la Terra viene interpretata come un luogo di genesi perenne, testimone di memoria e appartenenza, ma anche simbolo di possibile estinzione.
Isabella Brezigar, curator and head of the Exhibition Coordination Office and cultural activities of the Gallery, described the genesis and meaning of this dual event: “With Il respiro della natura TERRA we wanted to offer the public a profound reflection on the relationship between humans and the environment, at a historical moment when nature is no longer just an inspiration but an urgent interlocutor. The material, Earth, becomes language, memory, and at the same time a warning.” The exhibition, which brings together works by Italian and international artists united by a sensitivity to ecological and organic themes, offers an immersive journey where installations, sculptures, and video projections interact with the architecture of the Palazzo della Ragione, providing a sensory experience in which nature “breathes” together with the visitor.
Ma l’evento non si è fermato qui. Contemporaneamente, Palazzo Forti ha riaperto temporaneamente le sue porte, dal 9 al 26 ottobre 2025, in occasione di ArtVerona, per presentare in anteprima “Ápeiron | Senza confini”: un progetto nato dal desiderio di superare i limiti tradizionali del museo, aprendo l’arte contemporanea a spazi, linguaggi e discipline diverse. È un invito a pensare l’arte come un orizzonte infinito, in dialogo costante con la città e con il mondo.

L’iniziativa, accolta con entusiasmo da un pubblico numeroso e attento, rappresenta un momento significativo nella programmazione culturale veronese, confermando il ruolo della Galleria d’Arte Moderna Achille Forti come polo di innovazione e ricerca. Sostenuta dal Comune di Verona e realizzata in sinergia con ArtVerona, la manifestazione si è posta come ponte ideale tra passato e futuro: da un lato, la solida storia di Palazzo della Ragione; dall’altro, la riapertura simbolica di Palazzo Forti, culla della moderna vocazione artistica della città.
Isabella Brezigar conclude dicendo: “Verona è un organismo vivo. La sua arte contemporanea non si ferma mai: respira, si trasforma, si espande. Proprio come la terra e come l’infinito che l’arte da sempre prova a raccontare.” L’allestimento, curato con un equilibrio tra sperimentazione e tradizione, riunisce opere che declinano l’elemento terrestre attraverso linguaggi ibridi e contemporanei: dall’intelligenza artificiale e la pittura digitale alla scultura e alla pittura a olio, in un dialogo fecondo tra materia e immaterialità.
I protagonisti del comparto contemporaneo della GAM sono Giorgio Andreotta Calò, Davide Maria Coltro, Giuliana Cunéaz e Debora Hirsch, affiancati dagli artisti Arcangelo e Silvano Tessarollo, rappresentati rispettivamente dalle gallerie “MARCOROSSI” Arte Contemporanea e “La Giarina” Arte Contemporanea. La collaborazione tra istituzioni pubbliche e gallerie private si conferma un modello virtuoso di condivisione e valorizzazione culturale, capace di ampliare le opportunità di fruizione e confronto.
“Contemporaneo No Stop” propone dunque un itinerario che unisce filosofia antica e visione contemporanea: un dialogo tra finito e infinito, materia e spirito, tradizione e tecnologia. La mostra invita a ripensare la nostra relazione con la Terra non solo come risorsa, ma come principio vitale e memoria condivisa, in un tempo in cui il limite e la cura diventano atti profondamente contemporanei.

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