Melissa, “effetto stadio”
L'uragano che sta devastando i Caraibi ha una fenomenologia particolare. In Italia, nei prossimi giorni prevarranno nubi e pioviggini. Poco sole, dunque, ma temperatura mite, con lo zero termico a quota 4mila metri.

L'uragano che sta devastando i Caraibi ha una fenomenologia particolare. In Italia, nei prossimi giorni prevarranno nubi e pioviggini. Poco sole, dunque, ma temperatura mite, con lo zero termico a quota 4mila metri.

In questa breve rubrica non potevamo non menzionare il devastante uragano Melissa, una delle tempeste più potenti mai registrate sul pianeta Terra, con venti che hanno raggiunto i 295 km/h. Gli “Hurricane Hunters” (Cacciatori di tempeste) hanno sorvolato con aerei attrezzati l’occhio di Melissa, assistendo a un fenomeno raro riservato agli uragani più intensi: l’effetto stadio. Questo fenomeno si manifesta quando le imponenti nubi si curvano verso l’esterno e verso l’alto, creando una forma a cono simile a uno stadio. Ciò accade nelle tempeste ben organizzate, poiché l’aria che sale nell’occhio si avvolge a spirale verso l’esterno e si inclina con l’altitudine, formando una sorta di “campo da gioco”.
A differenza dell’occhio interno dell’uragano, che appare calmo e quasi privo di nubi, nelle pareti nuvolose circostanti si concentrano le piogge più intense, i venti più forti e l’onda di tempesta più violenta. Nel caso di Melissa, l’uragano ha raggiunto la categoria 5, la massima intensità, con venti sostenuti di 295 km/h e una pressione centrale minima di 892 hPa. Poco dopo, alle 17:00 UTC del 29 ottobre, Melissa è approdata in Giamaica, nei pressi di New Hope, causando devastazioni e alluvioni.
Gli uragani si formano quando particolari condizioni atmosferiche e oceaniche si combinano per alimentare un potente sistema convettivo. Le acque oceaniche con temperature intorno ai 26-27 °C forniscono l’energia necessaria, mentre l’umidità elevata e il basso wind shear verticale (variazione del vento con l’altitudine) permettono alle nubi temporalesche di organizzarsi e intensificarsi. L’aria umida che sale dalla superficie dell’oceano si raffredda e si condensa, rilasciando calore latente che alimenta ulteriormente la convezione. Questo ciclo continuo genera un centro di bassa pressione con venti a spirale. La rotazione terrestre, tramite l’effetto Coriolis, fa ruotare il sistema, trasformando un semplice gruppo di tempeste in un vero e proprio ciclone.
Ormai manca soltanto un giorno alla conclusione di questo mese di ottobre, che nel complesso si è mantenuto circa 0,7 °C al di sotto del valore climatologico medio di 14,2 °C, calcolato nel periodo di riferimento 1981-2010. Le precipitazioni registrate a Verona Villafranca durante questo mese sono state pari a 49,4 mm, risultando quindi inferiori rispetto alla media storica che si attesta intorno agli 85,8 mm. Come già anticipato nella precedente nota meteo, masse d’aria umide e miti di origine atlantica stanno progressivamente interagendo con l’area dell’Europa centro-occidentale, determinando a partire da oggi l’arrivo di una perturbazione (fig.1 mappa isobare e fronti) che porterà precipitazioni sparse.
Il quantitativo di pioggia previsto nella nostra provincia varierà indicativamente tra i 10 e i 20 mm. Dopo una fase caratterizzata da variabilità meteorologica, è inoltre atteso un nuovo sistema perturbato di origine atlantica, seppur di intensità debole, che interesserà la zona tra la notte di domenica e la giornata di lunedì.

Per oggi si prevede un cielo molto nuvoloso o completamente coperto, con precipitazioni sparse che interesseranno soprattutto le ore del mattino. Nella giornata di venerdì e sabato si alterneranno schiarite e annuvolamenti, con fasi temporanee di sole che renderanno l’atmosfera variabile ma generalmente stabile. Un peggioramento delle condizioni meteorologiche è atteso a partire dalla sera di domenica, con pioviggini e piogge leggere previste per tutta la giornata di lunedì.
L’inizio della settimana vedrà un discreto soleggiamento, anche se non mancheranno condizioni di foschia o la formazione di locali banchi di nebbia, specialmente nelle zone più basse e nelle vallate. Le temperature massime si manterranno fino a 5 °C sopra la media stagionale, mentre le temperature minime subiranno un calo, passando da valori intorno ai 13 °C fino a 9/10 °C verso la fine del periodo considerato. Le massime oscilleranno tra 17 e 19 °C. Lo zero termico, ovvero il livello in quota dove la temperatura è pari a zero gradi, salirà fino a circa 4000 metri, con valori più elevati previsti soprattutto durante la giornata di sabato e in parte anche domenica.

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