Festambiente: i candidati alle elezioni regionali a confronto
Sul palco gli esponenti delle liste che si presenteranno alle prossime regionali si sono confrontati sui temi dell'ecologia e della sostenibilità.

Sul palco gli esponenti delle liste che si presenteranno alle prossime regionali si sono confrontati sui temi dell'ecologia e della sostenibilità.

Il primo incontro di Festambiente 2025 è stato animato da un panel di candidati e rappresentanti delle liste che stanno per affrontare le imminenti elezioni regionali. Gli esponenti delle diverse liste hanno fatto il punto sulle priorità e gli obiettivi della rispettiva parte politica sul tema dell’ambiente e della sostenibilità, dopo un’introduzione del presidente di Legambiente Veneto Luigi Lazzaro, venerdì 12 settembre a Veronetta.
Non proprio un dibattito dunque, anche se le opinioni dei candidati in parte si discostano, ma una serie di esposizioni fatte di proposte concrete (pochine) e riflessioni generiche sull’importanza di impegnarsi per l’ambiente (parecchie).
I presenti coprono, come si dice, l’intero spettro politico: Fratelli d’Italia con Massimo Mariotti, Movimento 5 Stelle con Giuseppe Rea, il segretario cittadino di Azione Sergio Tonni, il vice capo gruppo del Partito Democratico in Comune Michele Bresaola, Davide Viviani di AVS e – unica donna nel panel come da lei stessa sottolineato – Beatrice Verzè, consigliera comunale e candidata alle prossime Regionali con la lista progressista a sostegno di Giovanni Manildo.
Tutti i presenti hanno avuto la possibilità di esporre i programmi e le priorità che vogliono portare al consiglio regionale a Venezia, in un susseguirsi di buoni propositi e idee più o meno originali.
Tutti i presenti hanno insistito con diversa intensità sulla necessità di riconoscere la crisi climatica e di dover reagire con misure concrete, in particolare sui trasporti e il consumo di suolo.
Nello specifico Massimo Mariotti, primo a parlare, ha posto l’accento sulla necessità del Veneto e in particolare di Verona di rimanere al passo con altre città del nord Italia, dotandosi di una rete di trasporto pubblico efficiente e togliendosi da un immobilismo che non offre alternative all’auto.
Il Movimento Cinque Stelle con Giuseppe Rea ha assegnato la priorità al recupero delle aree industriali dismesse per limitare o invertire la cementificazione e il consumo di suolo, chiedendo sgravi e incentivi per i progetti di rigenerazione di queste zone. Rea inoltre ha ricordato come – oltre ai trasporti – un peso considerevole sulla somma delle emissioni è dovuto agli allevamenti intensivi, colpevoli di immettere in atmosfera ammoniaca e di conseguenza polveri sottili.
Beatrice Verzè ha invitato a riflettere sul ruolo dei giovani, a suo dire responsabili di aver portato i temi ambientali e climatici al centro della conversazione e ha rivendicato il coraggio di fare proposte impopolari per raggiungere traguardi ambiziosi sui temi ecologici. “Piantare alberi mette tutti d’accordo – ha chiosato Verzè – eliminare parcheggi per far loro posto lo fa molto meno.” L’invito proveniente dalla lista progressista è stato dunque un monito cambiare, oltre alle politiche dall’alto, le abitudini dei cittadini.
Una proposta, unica nel panel, è arrivata da Sergio Tonni di Azione, che dopo aver ricordato con dati e numeri i danni concreti dei cambiamenti climatici – 20mila morti in vent’anni per fenomeni estremi – punta il dito contro i trasporti, in particolare il trasporto su gomma, e apre la porta al nucleare, descritto come una fonte di energia pulita, dalle emissioni inferiori ad altre fonti rinnovabili e dai rischi ridotti.
Michele Bresaola del Partito Democratico ha sottolineato le peculiarità territoriali e ambientali della regione, invitando a un approccio basato su di esse. Rispetto e applicazione di buone pratiche in agricoltura e pesca, settori che rappresentano parte della cultura veneta e un argine allo spopolamento delle campagne e delle montagne. ”Il Veneto ha buone infrastrutture ferroviarie – ha ricordato Bresaola – ma nel tempo non sono state mantenute correttamente concentrando tutti gli sforzi sul trasporto su gomma. Questo trend deve essere invertito.” Una rete ferroviaria capillare dunque, da recuperare per servire al meglio la struttura urbana tipica veneta della città diffusa.
Ultimo a prendere la parola Davide Viviani di AVS, che ha sottolineato ancora una volta l’importanza di intervenire sulle politiche ambientali e soprattutto di cambiare paradigma: “Dopo anni di governo Zaia la situazione è preoccupante. Siamo lontani da molti degli obiettivi dell’agenda 2030. È necessario cambiare la logica del profitto per passare a un modello economico che sia al servizio della gente e a difesa dell’ambiente.”
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