Tra sole e pioggia, la 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, l’unica a portare questo nome e la più antica nata dall’idea dell’allora presidente della Biennale Giuseppe Volpi, conte di Misurata, insieme a Maraini e De Feo, prosegue con passo deciso.

In contemporanea al film di apertura di Sorrentino “La Grazia, il film di apertura della sezione Orizzonti, “Mother” della regista macedone Teona Strugar Mitevska, è la storia di una settimana a Calcutta nel 1948, sette giorni decisivi nella vita di Madre Teresa in attesa dell’approvazione per fondare le Missionarie della Carità.

Uno sguardo controcorrente

L’interprete è Noomi Rapace (protagonista della trilogia Millennium di Stieg Larsson) con un volto duro, scavato, coriaceo, e presenta una Madre Teresa inedita e difficile.  Non si vede volentieri questo film. Ma se il fine era mettere in crisi l’immagine pubblica della Santa, beh, allora obiettivo raggiunto.

Nella scena rappresentata, Madre Teresa, sul punto di lasciare il convento e il collegio di St. Mary a Calcutta per fondare la sua comunità, affronta una profonda crisi morale e spirituale. La suora designata a succederla, suor Agnieszka (Silvia Hoeks), le si confessa incinta e desiderosa di abortire.

Il film si incentra totalmente in questo momento tragico, in un delirio di simboli e situazioni che, in alcuni momenti, sembra sfiorare l’horror e il trash. Non mancano il sangue, le pareti che si restringono, un crocifisso usato male, un rapporto strano con il confessore.

Nel film si respira un’atmosfera inquietante che non ha nulla a che vedere con un momento di crisi o di introspezione profonda, come la celebre “notte dell’anima” descritta per la prima volta da San Giovanni della Croce e narrata anche dalla Madre in alcune lettere indirizzate ai suoi confessori, poi pubblicate postume.

Sole e pioggia sulla 82esima edizione della Mostra internazionale di arte cinematrografica del Lido di Venezia. Foto di Cristiana Albertini

Madre Teresa di Calculla, donna forte e coraggiosa oltre ogni limite

Alcuni aspetti della Madre emergono con chiarezza, così come alcuni tratti del suo carattere, a volte duro ed esigente sia con se stessa che con le sorelle. Tuttavia, lo scopo del film sembra essere un altro: come afferma Mitevska in conferenza stampa, il focus è raccontare la Madre come un personaggio contemporaneo, una donna forte e coraggiosa oltre ogni limite, in crisi con la propria fede e con la complessa situazione venutasi a creare con suor Agnieszka.

I temi centrali sono la crisi spirituale, il rapporto con Dio e con la realtà, il ruolo della Chiesa, i valori morali e l’aborto. Il problema nasce dal voler scegliere una figura come Madre Teresa per farle dire o fare ciò che si desidera, presentando il film come un biopic: così si rischia di ingannare il pubblico e diffondere messaggi fuorvianti.

Senza esaltare la figura della Santa, è sufficiente leggere, vedere e ascoltare le interviste alle sue ultime consorelle, oltre a consultare materiali scritti, video e altre fonti, per comprendere più a fondo la sua vita e il suo pensiero.

Nata nel 1910 e morta nel 1997 si definiva “albanese di nascita, indiana di cittadinanza, suora cattolica, appartengo al mondo e sono di Gesù”, nel suo discorso al conferimento del Nobel per la Pace del 1979 è chiarissima la sua posizione sull’aborto e la famiglia.

Ora si può non essere d’accordo ma manipolare il suo messaggio e i momenti della sua crisi interiore facendoli passare per veri non è corretto. 

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