Moni Ovadia al FFDL: “Siamo complici, ignobilmente complici”
Ultimi giorni per il Film Festival della Lessinia tra confine e luoghi di confine. Giornate ricche di appuntamenti, premiazioni sabato 30 agosto e chiusura con Marco Paolini domenica 31.

Ultimi giorni per il Film Festival della Lessinia tra confine e luoghi di confine. Giornate ricche di appuntamenti, premiazioni sabato 30 agosto e chiusura con Marco Paolini domenica 31.

Tra confini e luoghi di confine, proseguono a Bosco Chiesanuova gli appuntamenti del Film Festival della Lessinia. Moni Ovadia, tra gli ospiti d’onore di questa 31esima edizione, è stato accolto nell’ambito di “Parole Alte”, la rassegna di incontri all’interno della manifestazione, da un folto pubblico ieri pomeriggio, mercoledì 27 agosto.
La stupidità dei nazionalismi, il delirio dei confini, il silenzio complice dell’Occidente, le atrocità del genocidio internazionale che sta avvenendo a Gaza, la necessità di fermare le armi subito e di sostenere la missione marittima della Global Sumud Flotilla che porterà aiuti via mare. Moni Ovadia ha portato la sua voce coraggiosa durante l’incontro moderato dal direttore artistico Alessandro Anderloni.
«Per far comprendere che siamo una colonia, una provincia soggetta a informazioni controllate e censurate», Ovadia ha aperto l’incontro leggendo brevi estratti di due autori israeliani: lo storico Ariel Toaff, figlio del rabbino capo di Roma e partigiano, che ha dichiarato: “Israele sotto Netanyahu procede come un asino ubriaco verso un disastro economico senza precedenti e l’isolamento internazionale. Gaza non sarà la tomba di Netanyahu e dei suoi seguaci folli, ma la nostra, e noi non abbiamo fatto nulla per impedirlo. Siamo di fatto suoi complici, ignobilmente complici.” Poi ha citato il giornalista Gideon Levy, che da quarant’anni segue il conflitto israelo-palestinese: “Non esiste un sionismo buono e uno cattivo. Esiste un sionismo che ha fondato lo Stato ebraico espellendo con la forza i palestinesi. Questo è avvenuto nel 1947, nel 1967 e continua ancora oggi.”
«Sono due antisemiti anche questi?», ha detto provocatoriamente Ovadia. «Sono due persone oneste, che dicono quello che vedono e non guardano a nessuna convenienza. Perché dire queste cose in Israele significa sottoporsi ad essere dei possibili bersagli per qualche fanatico. Sono due uomini coraggiosi e di questo abbiamo bisogno perché abbia fine una delle più grandi vergogne, uno dei più grandi crimini che abbia visto la storia contemporanea. Noi, in questo momento, stiamo assistendo alla rinascita del nazismo e ad una pratica nazista con la complicità dell’intero Occidente, inteso come governi e istituzioni».
La giornata di domani, venerdì 29 agosto, spazia dal cinema alla letteratura fino al sociale.
L’incontro di Parole Alte, alle 10.30 in Sala Olimpica, è incentrato su “Il carcere come confine: inciampi, soste forzate e superamenti”. All’interno della Casa Circondariale di Verona, con il progetto “La Montagna Dentro”, l’associazione MicroCosmo ha raccolto scritti e testimonianze di persone che la vita ha portato a sconfinare per approdare infine al carcere. La reclusione è diventata un’ulteriore linea di confine con la società. Intervengono persone che vivono o hanno vissuto la detenzione insieme con Paola Tacchella (coordinatrice dei progetti MicroCosmo), Davide Sapienza (scrittore, giornalista e traduttore) e Giuseppe Saglio (psichiatra).

Alle 16, nella Piazza del Festival, Katia Tenti con il suo E ti chiameranno strega (Neri Pozza 2024, Premio Itas del Libro di Montagna 2025) accompagna nel Sud Tirolo del Cinquecento, quando una feroce caccia alle streghe condannò decine di donne innocenti alla tortura e al rogo. Tramite la ricerca di una giovane antropologa, Arianna Miele, l’autrice unisce passato e presente, riportando al lettore storie di vite per lungo tempo ingiustamente dimenticate.
Alle 10, al Teatro Vittoria, Evento speciale con proiezione di Un anno in Lessinia (Italia 2025) di Alberto Rizzi. Un anno di lavoro di una troupe cinematografica è l’occasione per raccontare una terra attraverso gli occhi del cinema stesso. Il documentario non è solo il backstage della lavorazione del film Squali in Lessinia, ma si avvicina a questa terra e alle sue rarità naturalistiche, alle tradizioni, all’antica architettura di pietra e al patrimonio geopaleontologico con i celebri squali fossili del giacimento di Bolca.
Alle 15.30, altro Evento speciale, con la visione di tre anteprime europee: Il cammino (Italia 2025) di Giovanni Montagnana. Davide e Cristian partono per un’escursione sulle tracce di don Domenico Mercante, parroco ucciso, insieme con un soldato tedesco, negli ultimi giorni della Seconda guerra mondiale. Dalle montagne veronesi a quelle trentine, da Giazza ad Ala, i due ragazzi seguono il tragitto percorso dal sacerdote quel giorno, mentre si indaga su fatti non privi di interrogativi e punti oscuri. “Il cammino” dei protagonisti diventa così un rito. Seguono i corti: Al di là della parete (Italia 2025) di Mattia Forni, Elegy of roots (Italia 2025) di Isabella Gorgoni Gufoni, Lassù (Italia 2025) di Tommaso Calestani e Anime (Italia 2025) di Lorenzo Saiani.
Le premiazioni della 31esima edizione del Film Festival della Lessinia si terranno sabato 30 agosto. Tante le proiezioni in queste ore, tutto il programma è consultabile sul sito.
Chiusura fissata domenica 31 agosto con la proiezione dei film vincitori e l’incontro con Marco Paolini, ospite d’onore, che riceverà il Premio “Protagonisti del Tempo” e accompagnerà la proiezione di Mar de Molada di Marco Segato. Paolini torna sui temi della montagna e della memoria, centrali nella sua produzione teatrale e narrativa.
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