L’Hellas Verona (non) vince ma non convince
Estate decisamente movimentata in casa Hellas: ingenti le uscite, incognite le entrate, non convincente il pre-campionato. La lotta salvezza sarà più dura che mai.

Estate decisamente movimentata in casa Hellas: ingenti le uscite, incognite le entrate, non convincente il pre-campionato. La lotta salvezza sarà più dura che mai.

Siamo ormai agli sgoccioli per l’inizio della stagione 2025/2026 e per l’Hellas Verona sarà nuovamente Serie A per l’ottava annata consecutiva. Discutibile il mercato, incerte le conferme, precaria la stabilità: a tutti gli effetti il più classico dei pre-stagione gialloblù. E la sfida con il Cerignola tenutasi ieri sul sintetico del Monterisi ne è il ritratto perfetto.
Le cessioni in casa Hellas sono sempre state una ricorrenza cadenzata ad ogni sessione di mercato, invernale o estivo che sia. Non c’è dunque da stupirsi se giugno, luglio e agosto portano con sé una rivoluzione dell’undici titolare rispetto al finale di stagione che precede il calciomercato estivo. Durante questi primi mesi di mercato il Verona ha salutato Tengstedt, capocannoniere degli scaligeri nella scorsa stagione e per il quale non è stato esercitato il diritto di riscatto, Coppola, venduto al Brighton per 11 milioni di euro, rinunciando al secondo difensore per duelli vinti e primo per palloni intercettati della Serie A 2024/2025. Altra grande perdita è stata Ghilardi, promettente braccetto di difesa classe 2003 approdato alla Roma, e infine Duda, autore della fantastica e decisiva punizione-salvezza contro l’Udinese nella passata stagione. Infine, non sarà una cessione, ma la rottura del legamento crociato di Suslov comporterà non averlo a disposizione per tutto l’arco del campionato, compromettendo ancor di più il già precario equilibrio della rosa.

Il mercato in entrata è stato abbastanza scarno, per ora. Unai Núñez ed Enzo Ebosse a rafforzare il reparto difensivo, entrambi in prestito, rispettivamente da Celta Vigo e Udinese. Da segnalare anche l’acquisto a titolo definitivo di Domagoj Bradaric dalla Salernitana e di Belghali dal Mechelen. A centrocampo è arrivato a parametro zero Yellu Santiago dal Getafe, mentre in zona rifinitura l’acquisto di punta è quello di Giovane dal Corinthians, a segno nelle prime amichevoli estive contro Rovereto, Virtus Verona e SüdTirol. Probabilmente su di lui verteranno le responsabilità offensive dell’Hellas, in attesa di vedere come e se verrà sostituito Suslov. Importante sottolineare anche la conferma, per nulla scontata, di Mister Zanetti. Era dalla stagione 2020/2021 che non veniva data continuità per due anni consecutivi allo stesso allenatore sulla panchina gialloblù. L’ultimo era stato Ivan Jurić.

Lo 0-1 di Bradaric al 55′, poi la beffa finale sulla conclusione dai 25 metri di Maza che è valso il pareggio e i calci di rigore. L’Hellas passa il turno di Coppa Italia con più di un brivido lungo la schiena, in vista di una stagione ormai alle porte dove il livello degli impegni si alzerà nettamente rispetto all’ostacolo Cerignola (seconda classificata nel girone C di Serie C 2024/2025). Montipò protagonista non solo con due prodezze nel corso dei 90′ di gioco, ma anche con un rigore parato nella lotteria post tempi regolamentari. Dal dischetto, per i gialloblù, decisivo Serdar con un destro a battere Greco dopo i due errori consecutivi dei Cerignolani. Che sia alto il livello dei pugliesi per la media della Serie C o rasente la seconda serie quello degli scaligeri, Audace Cerignola-Hellas Verona è sembrata una partita fra due squadre di un livello pressoché simile, dove alla fine l’hanno scampata gli ospiti.
Ciò che è certo, però, è che i 156 presenti ieri in provincia di Foggia, di bene, al Verona, devono volergliene veramente tanto.
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