Una finestra sul presente aperta dagli occhi di chi il mondo lo guarda per la prima volta da dietro una macchina da presa. È questo, da sette edizioni, l’Edera Film Festival, rassegna internazionale di cinema under 35 che torna a Treviso dal 30 luglio al 2 agosto 2025 con un programma ricco di proiezioni, incontri e anteprime, sempre fedele alla sua missione: dare voce ai filmmaker emergenti che sanno raccontare il nostro tempo con originalità, coraggio e uno sguardo lucido sulle sue contraddizioni.

Organizzato dall’Associazione Culturale Orizzonti in collaborazione con il Cinema Edera, il festival è diventato negli anni un punto di riferimento per il cinema giovane italiano e internazionale. Lo testimoniano i nomi passati per Treviso: registi e registe che hanno saputo trasformare quel primo riconoscimento in una carriera promettente e ormai affermata.

Dove nascono i talenti

Nel 2018, ad esempio, la giuria premiava Estate 1993, opera prima della regista catalana Carla Simón. Oggi Simón è una delle voci più interessanti del cinema europeo, vincitrice dell’Orso d’Oro a Berlino con Alcarràs – L’ultimo raccolto e presente nella selezione ufficiale di Cannes con il suo ultimo film Romería.

Storia simile per Francesco Sossai, che nel 2022 trionfava con Altri Cannibali (poi premiato anche a Vancouver) e quest’anno è approdato a Cannes nella sezione Un certain regard con Le città di pianura. O ancora per i fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo, che vinsero il Premio del Pubblico alla prima edizione dell’Edera con La terra dell’Abbastanza, per poi ricevere i Nastri d’Argento come migliori registi esordienti e candidarsi ai Golden Globes italiani.

È un festival che porta fortuna, ma anche un luogo dove le storie trovano ascolto prima che successo. Le opere selezionate negli anni hanno in comune la capacità di interrogare il presente, di sperimentare linguaggi nuovi, di entrare in territori poco esplorati eppure familiari: paesaggi urbani e interiori, vite ai margini, trasformazioni globali osservate da prospettive intime.

Olimpiadi culturali e riflessioni ambientali

La settima edizione dell’Edera Film Festival si apre martedì 29 luglio con una serata di preapertura che intreccia cinema e memoria storica: alle 19:30 sarà proiettato il documentario Vertigine bianca di Giorgio Ferroni, dedicato ai Giochi Olimpici Invernali del 1956 a Cortina d’Ampezzo. L’iniziativa rientra nel programma dell’Olimpiade Culturale Milano Cortina 2026, il progetto nazionale che accompagna i Giochi con eventi legati all’arte, allo sport e alla cultura. Alla serata interverrà Ruggero Vilnai, figura di spicco del Comitato Paralimpico Veneto.

Il giorno seguente, mercoledì 30 luglio, i riflettori si accendono sul tema della sostenibilità, in occasione del riconoscimento assegnato a Treviso dalla Commissione Europea come Città Verde d’Europa 2025. Alle 20:30 è in programma un panel promosso dal Comune di Treviso e dalla Fondazione Sylva, con la partecipazione del vicesindaco Alessandro Manera e del presidente della fondazione Luigi de Vecchi, moderati da Saskia Terzani. A seguire, un omaggio al grande fotografo Sebastião Salgado con la proiezione de Il Sale della Terra, film firmato da Wim Wenders e Juliano Ribeiro Salgado.

Il mondo visto dai giovani

Il cuore pulsante del festival resta il concorso internazionale, articolato in quattro sezioni e arricchito da una partecipazione ampia e globale. I film in programma provengono da tutta Europa e oltre: Francia, Slovenia, Spagna, Regno Unito, Sudafrica, Albania. Paesi diversi, ma accomunati dalla voglia di raccontare il proprio tempo con strumenti nuovi, con una forte componente espressiva, ma anche con l’urgenza tipica delle opere prime.

Le opere saranno giudicate da Giurie Tecniche composte da esponenti del mondo dello spettacolo, dell’arte e della cultura. Accanto ai Premi ufficiali per ciascuna sezione, ci saranno anche tre riconoscimenti speciali, espressione della rete di sinergie costruita negli anni dal festival: il Premio Astoria – Celebrating Life, dedicato ai temi dell’inclusione e della multiculturalità; il Premio “Paesaggi che cambiano” promosso dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche, per l’opera che meglio interpreta il tema del paesaggio in trasformazione; e il Premio Rotary Club Treviso Terraglio, assegnato al miglior cortometraggio a tema sociale. Come sempre, anche il pubblico sarà protagonista, chiamato a votare e contribuire all’assegnazione dei Premi del Pubblico.

Una nuova sezione dedicata al territorio

Tra le novità dell’edizione 2025, sabato 2 agosto sarà inaugurata Veneto Doc, sezione dedicata ai documentari di giovani autori e autrici del territorio. Uno spazio per far emergere voci locali capaci di dialogare con il contesto internazionale del festival, in uno scambio continuo tra radici e orizzonti più ampi. A seguire, la cerimonia di premiazione chiuderà idealmente un’edizione che promette di essere ancora una volta viva, trasversale, necessaria.

Patrocinato dalla Regione Veneto, dal Comune di Treviso, dall’Università Ca’ Foscari di Venezia, dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche e dal Rotary Club Treviso Terraglio, il festival si regge sull’impegno di una rete di partner e sostenitori del territorio, ma anche – e soprattutto – sulla passione di chi lo anima da dietro le quinte.

A Treviso, il futuro del cinema è già cominciato. E ha meno di 35 anni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA