Il Frammentismo di Daniel Bordy
L'artista, al secolo Daniel Bordignon, a soli 19 anni ha già delineato un suo stile ed esprime la sua arte in modo audace e maturo.

L'artista, al secolo Daniel Bordignon, a soli 19 anni ha già delineato un suo stile ed esprime la sua arte in modo audace e maturo.

Nel panorama dei nuovi artisti ogni ambito subisce le sue modifiche, all’insegna di novità nella musica, nella scrittura, nella pittura e anche nella poesia. Giovani in tutto il mondo giocano con l’arte nuova e passata, coinvolgendo aspetti tecnologici e neologismi che spesso rompono con la tradizione.
Alcune eccezioni invece ricalcano questa tradizione, rinnovandola nei concetti o giocando con le sfumature di queste istituzioni della storia. Un esempio di questa capacità trasformativa è il Frammentismo di Daniel Bordy, un giovanissimo pittore classe 2006, che riprende le tecniche frantumatorie del cubismo e le reinventa nelle sue opere.
La nuova tecnica del Frammentismo, interprete di una tecnica innovativa e ricerca di un linguaggio personale, rappresenta un’innovazione nel panorama contemporaneo. Nella sua mostra a Ceserara, in provincia di Mantova, conclusasi lo scorso 13 aprile, è la stessa critica e il pubblico a riconoscerne la nuova corrente artistica.
La tecnica consiste in linee spezzate e uso del chiaroscuro, mentre l’emergere di un rosso acceso caratterizza le opere rappresentando dettagli simbolici ed emotivi. Questo approccio originale e audace ha riscosso grande successo tra i visitatori, delineando lo stile personale dell’artista emerso dalla sua creatività nel 2024.


Tra le sue opere, nel 2025 “Radici dell’anima” vuole connettere la natura all’anima, nell’interpretazione tra uomo e natura. Il disegno di una roccia scura, tagliente come la citazione biblica dalla quale prende ispirazione, viene ammorbidita dalla rappresentazione dell’essere umano in forma di chioma rossa di un albero che si protende verso la rupe in angosciante rassegnazione.
Nelle meno recenti opere il disegno frantumato, o meglio frammentato, sembra frutto di un tratto di penna ripassato numerose volte, quasi a sottolineare la struggenza e ripetitività del dolore umano. Come dice lo stesso artista “il Frammentismo si basa sulla scomposizione della realtà circostante, filtrando le esperienze sociali e trasferendole sulla carta”. Ne “Mia scelta”, “Senza titolo” (uno e due) e “Necessito” il riferimento alla società e ai suoi disturbi è evidente.

Le opere successive, più pittoriche e più oscure, vengono associate a versi che lo stesso artista scrive, coniugando la parola al sentimento, fornendo una chiave di lettura ben delineata. Saper equilibrare luoghi d’ombra a sprazzi di luce o di rosso acceso, insieme a riferimenti biblici, epici o della tragedia greca, vuol dire avere non solo una visione della propria arte ma anche entrare consapevolmente nelle storie umane per ritrarne la gravità.
L’artista, nato a Desenzano del Garda il 17 luglio 2006, ha mostrato una spiccata attitudine per l’arte, che lo ha portato a frequentare il Liceo Artistico Giulio Romani di Mantova, dove ha approfondito il disegno e la pittura. Successivamente ha partecipato a concorsi pittorici dove ha ottenuto riconoscimenti, confermati dalla partecipazione alla mostra nel mantovano.
Una seconda mostra, probabilmente ad Asola, porterà il giovane artista a tornare a donarsi al pubblico con il suo Frammentismo che, a detta sua, si basa «non tanto sul “creare” ma sullo “scomporre”». Non resta che seguire con attenzione la sua carriera artistica e scoprire cosa il futuro riserva a questo giovane talento. Link al sito.
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